Privacy e peer-to-peer


Categoria: File Sharing, Software | pubblicato il 19-12-2009 | letture ricevute: 4467



Peer-to-peerL’industria musicale riesce spesso a eliminare la parte giudiziaria, perlomeno quando si tratta di dare la caccia agli utenti dei programmi di condivisione di file, quali eMule o Bit torrent. Aziende specializzate usano programmi realizzati apposta, che setacciano la rete alla ricerca di materiale protetto da diritti d’autore. Questo software protocolla il momento in cui, da un preciso ip parte lo scambio del file musicale. Il garante della privacy ha confermato che si deve ritenere illecita qualunque attività di controllo sulle reti p2p a meno che non sia svolta dalle autorità preposte, in particolar modo alla polizia.

 

Ma se qualche frequentatore del p2p si sentirà così rassicurato, va anche detto che questo tipo di scambi rende impossibile la tutela dei soggetti più deboli. Si stanno infatti moltiplicando i casi di donne e di minorenni che trovano nel circuito del p2p immagini e video privati che li riguardano. La polizia postale può, alle volte, risalire alla responsabilità di chi ha innescato la miccia, ma non sarà mai in grado di garantire che foto di video compromettenti non tornino mai più a circolare sul Web.

Ammesso che con un grande sforzo investigativo sia rastrellata completamente una rete p2p, è praticamente impossibile che non sfugga un pc non connesso o almeno un file, e che proprio da lì possa ripartire la condivisione mondiale di quel file. Per questa ragione, anche le operazioni download e condivisione andrebbero condotte con la giusta da consapevolezza.

Dietro un file che può sembrare divertente, non è escluso che si nasconda una reputazione umiliata, una privacy violata e, nel peggiore dei casi una vita distrutta. Ma su tutto questo non è la legge essere lacunosa ma è la tecnologia. Quindi si consiglia sempre un alto grado di vigilanza su tutto il materiale che si vuole condividere sulla rete p2p.

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